
Parole in cerchio
L’arte dell’incontro: i corpi in relazione e le parole che ne derivano.
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- Cittadinanza digitale
- Consapevolezza e responsabilità
- Emozioni
- Hate speech
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- Area Umanistico-Letteraria
- Area Artistico-Espressiva
- Area Sportivo-Motoria
- Educazione Civica
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- Comunicazione nella madrelingua
- Competenze sociali e civiche
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- 04. Prima di parlare bisogna ascoltare
- 05. Le parole sono un ponte
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• Quali parole, quali gesti abitano dentro di noi?
• Quali parole nascono dalla relazione tra i corpi?
• La parola è scrittura della relazione?
• Siamo sempre ciò che diciamo?
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L’insegnante invita la classe a disporsi in cerchio e a sedersi a terra. Sottolinea che, per l’attività speciale che svolgeranno, è importante rispettare il silenzio.
Tutti/e i/le partecipanti sono in cerchio. Si guardano negli occhi. Chi vuole, quando vuole (A), si reca al centro del cerchio; ‘A’ ruotando su se stesso/a guarda negli occhi i compagni; ne sceglie uno/a (B) con lo sguardo; il/la compagno/a scelto/a ‘B’ resta immobile e attende A; A si reca verso B e (sempre guardandosi negli occhi) A e B si scambiano di posto. Il nuovo partecipante al centro del cerchio (B) prosegue l’esercizio facendo l’esperienza. La stessa dinamica di azione/reazione si ripete in tre modalità diverse:
- muti, occhi negli occhi;
- scambiandosi un gesto/un’azione;
- scambiandosi una parola/ una frase.
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Disegna le parole d’odio e d’amore con due fogli di colori diversi per ciascun bambino, con penne o matite
Tutti/e i/le partecipanti sono in cerchio. L’insegna valorizza l’importanza della comunicazione verbale, fatta quindi di parole che possono fare bene (le parole d’amore) o che possono fare male (le parole d’odio).
Ricevono dall’insegnante/facilitatore due fogli ciascuno di colore diverso. Sul foglio di un colore è richiesto loro di scrivere o rappresentare graficamente ‘parole d’amore’; sul foglio dell’altro colore è richiesto loro di scrivere o rappresentare graficamente ‘parole d’odio’.
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L’insegnante a turno darà la parola ai membri della classe. Ognuno (se lo desidera) leggerà/mostrerà le proprie parole d’odio che consegnerà all’insegnante e le parole d’amore che deciderà di regalare a un/una compagno/a.
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• Rileggere a casa le parole d’amore e d’odio ricevute.
• Scrivere – a partire dai foglietti ricevuti – sul diario di bordo considerazioni sull’esperienza vissuta: come ci sentiamo quando riceviamo parole d’amore? Come si sente chi riceve parole d’odio?
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